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Già Ippocrate, considerato universalmente uno dei padri della medicina, nel V secolo avanti Cristo scriveva : “similia similibus curentur “ ossia “si curi una patologia con il suo simile” … Il fondatore dell’omeopatia è Samuel Hahnemann, medico tedesco che alla fine del 18° secolo ebbe una geniale intuizione e vide come le stesse sostanze che assunte a dosi ponderali causavano una data malattia o una data sintomatologia, assunte a dosi infinitesimali erano in grado di curare la malattia stessa. Da allora l’omeopatia si è sviluppata soprattutto in Francia, in Germania e negli Stati Uniti , mentre le uniche due scuole di omeopatia del passato in Italia corrispondono alla Scuola di Salerno e quella del regno di Napoli durante il periodo napoleonico. Chi volesse approfondire la propria conoscenza sull’omeopatia
e l’omotossicologia, disciplina affine all’omeopatia classica
ed elaborata dal dottor Reckeweg più di un secolo fa, con una
valutazione seria dei fondamenti scientifici delle stesse, può
visitare il sito www.medibio.it
dove è disponibile il seguente testo:
PROVE SCIENTIFICHE DELL’EFFICACIA DELL’OMEOPATIA Sorprendente è, ad esempio, l’efficacia di queste medicine nelle patologie infantili, dalle malattie da raffreddamento, con tutto il corollario di sinusiti, faringiti e laringiti croniche o recidivanti, bronchiti ed otiti, tonsilliti e riniti, alle patologie di natura allergica …. Degna di nota mi sembra, una volta di più, la dimostrazione e la tipizzazione sui linfociti umani (cellule del sistema immunitario, tra le più importanti) dei recettori per i rimedi omeopatici alle diluizioni omeopatiche nonché il riscontro di come numerosi neuro-ormoni agiscano a livello intercellulare, proprio nello spazio in cui avvengono le comunicazioni e gli scambi tra le cellule, a concentrazioni simili a quelle di molti rimedi omeopatici cioè molto diluite ed agendo proprio in virtù di una comunicazione recettoriale e/o di tipo energetico.
SUI PRINCIPI DELL’OMEOPATIA Alla base dell’omeopatia sta la fondamentale intuizione di Samuel Hahnemann, medico tedesco vissuto a cavallo tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo, che la stessa sostanza che a dosi ponderali può causare una malattia può, a dosi infinitesimali, cioè diluitissime, curare quella malattia. L’intuizione si rifà al principio ippocratico secondo cui “similia curentur similibus” e cioè “con ciò che è simile si curino le cose simili” ma ha comunque del geniale se si pensa che Samuel Hahnemann agisce ed opera tra la fine del 1700 e l’ inizio del 1800, quando la cosiddetta medicina ufficiale utilizzava purghe e sanguisughe per curare un po’ tutte le malattie, e con risultati a volte a dir poco devastanti….. Hahnemann, esercitava la medicina quale “medico condotto” dell’epoca e, stanco di non poter essere di lenimento alle sofferenze dei suoi pazienti e di non riuscire a curarli con quanto la sua scienza gli metteva a disposizione, un bel giorno chiude il suo ambulatorio e, dovendo provvedere al mantenimento di numerosi figli, si mette a fare il traduttore di testi latini e greci. Scopre così che i lavoratori del chinino, potente antimalarico dell’epoca, sviluppano una forma patologica con febbre e sintomi che ricordano da vicino la malaria anche se di minor entità e gravità, appunto perché, pur non assumendo il farmaco per bocca, finiscono per inalarne piccole quantità durante la lavorazione. Di qui il colpo di genio, la ricerca degli aforismi di Ippocrate e l’inizio della sperimentazione per patogenesi. Ampia fu la sperimentazione del padre dell’omeopatia con vari rimedi, prima per le patologie acute durante vari anni e poi per quelle che tendevano a cronicizzate o a ripresentarsi a più riprese. Ecco giunta sino a noi la ricerca del “simillimum” che assorbe un po’ tutti gli omeopati da Hahnemann in poi. Cos’è dunque questo “simillimum” ? E’ il rimedio omeopatico letteralmente più simile al paziente che stiamo considerando, quello che copre la maggior parte dei quadri morbosi presenti e passati di quella persona ed anche molte delle caratteristiche psicologiche della stessa la quale sarà good responders nei confronti di quello stesso rimedio, risponderà appunto meglio e in maniera più marcata e più ampia di altri. Avrà inoltre bisogno più spesso di assumere quel rimedio che riuscirà a curare, magari con l’aiuto di un rimedio sintomatico e di un adeguato drenante, la maggior parte delle patologie di quel dato paziente. L’omeopatia utilizza infatti sostanze diluite di origine prevalentemente vegetale, ma anche animale e minerale, dette rimedi, che possono essere sotto forma di granuli , globuli, gocce, fiale ed anche pomate o creme. Le diluizioni possono variare dalla I° decimale , alle centesimali, alle millesimali e decimillesimali a seconda della patologia da curare e del paziente in questione. Con l’omeopatia infatti si cura quel paziente con quella data
malattia o quel dato insieme di patologie e non la malattia di un
organo a se stante. Il malato riprende cioè la dignità
di persona, che viene ascoltata e curata nella sua interezza di corpo,
mente e psiche. |
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