Origini:
L’Agopuntura nasce probabilmente in Cina, dove sembra fosse
già praticata nel 2000 a.C. Secondo ulteriori studi storici,
l’origine si potrebbe addirittura far risalire ad un’epoca
compresa tra il 3000 e il 4000 a.C., quando sembra venisse praticata
con l’ausilio di bastoncini di bambù, con sassi appuntiti
e con aghi di bronzo.
Dalla Cina l’agopuntura si è poi diffusa, circa 1400
anni or sono, in Corea ed in Giappone ed è giunta in seguito
in Occidente grazie ai navigatori e ai mercanti veneziani e ai racconti
di Marco Polo.
Praticata in Occidente soprattutto nei villaggi più remoti
durante il XVII e il XVIII secolo, viene poi accantonata e dimenticata
durante il XIX°.
L’agopuntura torna quindi alla ribalta in Europa intorno agli
anni ’50 e in seguito approda negli USA dove giunge all’attenzione
dei media con la visita di Nixon in Cina del 1972. Da allora l’agopuntura
si è sviluppata sia in Europa che negli Stati Uniti ed è
entrata nelle università e negli ospedali, dove è stata
utilizzata quale tecnica anestetica in sala operatoria.
Cos’è:
E’ una riflessoterapia in cui l’ago, rigorosamente sterile
e monouso,viene infisso in determinati punti cutanei, i punti di agopuntura,
che sono punti a bassa resistenza ed alta conduttanza in corrispondenza
dei quali si trovano dei recettori del dolore molto particolari che
vengono eccitati dall’ago; l’impulso viene quindi veicolato
attraverso grosse fibre nervose di grande e medio calibro, che sono
proprie della sensibilità profonda, al talamo (la parte più
antica del sistema nervoso centrale) e alla corteccia cerebrale e
determina la secrezione di endorfine, con conseguente innalzamento
della soglia del dolore. L’impulso viene quindi veicolato nel
sistema discendente, che serve a controllare il dolore, e si porta
ad una serie di nuclei cerebrali, che sono il grigio periacqueduttale,
il nucleo del rafe magno da cui si dipartono le fibre serotoninergiche
dirette al midollo, il locus coeruleus e subcoeruleus, che mediano
la risposta alle situazioni di stress e di dolore, ed altri che fanno
parte del sistema reticolare situato nel tronco cerebrale dove avviene
il controllo del dolore.
La stimolazione di tali aree cerebrali determina quindi la produzione
e il rilascio a livello periferico di ß endorfine, leucoencefaline,
acetilcolina, serotonina ed altri mediatori ad azione antalgica ed
antinfiammatoria.
L’infissione dell’ago produce inoltre come effetto meccanico
lo sciogliersi delle contratture muscolari.
Come si effettua il trattamento:
Il
medico agopuntore esegue la prima volta un’anamnesi ed una visita
accurata con determinazione tra l’altro delle dermalgie riflesse
ed alcune prove manuali di tipo per lo più ortopedico per poter
valutare le condizioni non solo fisiche ma anche psichiche del paziente
e formulare una diagnosi corretta.
La seduta di agopuntura consiste quindi nell’infissione degli
aghi, rigorosamente sterili e monouso, in numero variabile ma generalmente
non più di 20, in particolari punti di agopuntura che l’agopuntore
sceglie in base a diverse variabili.
I punti classici di agopuntura sono circa 800, disposti lungo il decorso
di 14 meridiani, 7 yang e 7 yin; ad essi si aggiungono dei punti particolari
posti su meridiani speciali detti meravigliosi o curiosi e dei punti
extra. Se consideriamo che dalle diverse combinazioni delle 7 note
musicali si compone tutta la musica, si può ben comprendere
come dalle diverse associazioni e combinazioni di punti possano risultare
differenti effetti terapeutici utilizzabili nella cura di svariate
malattie con effetti spesso a dir poco sorprendenti.
Che malattie si possono curare:
Tutte le forme di dolore acuto e cronico, le malattie allergiche,
le malattie funzionali in genere e più precisamente tutte quelle
interessanti l’apparato digerente (dalla gastrite, ai disturbi
digestivi, al colon irritabile, alle diarree, alle calcolosi biliari
etc), le malattie respiratorie e principalmente l’asma ma anche
le riniti, le sinusiti, i polipi nasali……., le forme ansioso-depressive,
le patologie muscolo-tendinee ed osteo-articolari (dalle cervico-brachialgie
alle lombo-sciatalgie alle ernie discali alle periartriti scapolo-omerali,
le borsiti, etc), le fibromialgie, le cefalee e le emicranie, le neuropatie
in cui non ci sia denervazione (l’impulso, come si è
detto sopra, è veicolato dai nervi e se il nervo è andato
distrutto non può veicolare lo stimolo alle strutture cerebrali
centrali che producono l’effetto dell’agopuntura), le
varie forme di insonnia, le carenze energetiche e i cosiddetti “esaurimenti”
, etcetera…….
A chi è sconsigliato:
Solamente a coloro che hanno il terrore assoluto degli aghi. L’inserimento
dell’ago causa infatti un minimo dolore, detto appunto epicritico,
della durata di qualche millesimo di secondo (molto meno quindi di
una normale iniezione intramuscolare!); poi non si avverte più
alcun dolore e gli aghi vengono lasciati in sede per 15-20 minuti
circa.
La competenza dell’operatore:
E’ indispensabile per la legislazione italiana che l’agopuntura
sia effettuata da un medico e nell’interesse del paziente è
importante che sia uno specialista o comunque un esperto in agopuntura.
E dopo?
Con l’agopuntura viene curata la malattia e non il sintomo per
cui si ha una “restitutio ad integrum” per lo
meno della funzione. Quel problema potrà non presentarsi più
oppure tornare a scatenarsi in determinate condizioni patologiche
o predisponesti e quindi necessitare di un nuovo ciclo di terapia
agopunturale.
